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11 dilemma dei mo\ ¡inculo di sciopero dipendente dal movinionlo sindacale:

it-bul-2002-03

11 dilemma dei mo\ ¡inculo di sciopero dipendente dal movinionlo sindacale:

11 dilemma dei mo\ ¡inculo di sciopero dipendente dal movinionlo sindacale:
l.o sciopero dei lavoratori ilcll’cdili/ia del giugno 2002 “Dal 17 6.2002 fino al 26.6.2002 scioperavano per la prima volta dal 1945 nell’ insieme circa 32.000 lavoratori e lavoratrice dell’ edilizia su circa 2800 cantieri in tutta la Germania per migliori condizioni di lavoro e aumenti salariali. Per quanto importanti e necessarie per molti lavoratrice e lavoratori le prime esperienze di lotta avvenute dopo decenni, questo sciopero dimostra però anche il dilemma delle lotte, che sono sotto il controllo della direzione e dell’apparato del DGB.
Come prima cosa ci si mobilita con richieste insufficienti (4,5 per cento di aumento per tutte le lavoratrice e i lavoratori ), poi viene soffocato lo sciopero quando le richieste vengono. fatte passare’ a metà, cosa che in seguito viene smerciata come un grande successo. In tal modo vengono quasi pre-programmate la demoralizzazione e la rassegnazione anche nelle colleghe e i colleghi più combattivi.
Come seconda cosa anche questo sciopero dimostra proprio come tramite la politica sciovinista statalista della direzione sindacale venga portato avanti e cementato il collante reazionario della massa delle lavoratrice e lavoratori. Poiché solo apparentemente vale per loro la parola d’ordine .salario uguale per lavoro uguale ‘ per tutte le lavoratrice e lavoratori. In realtà la loro politica sciovinista si indirizza proprio contro le lavoratrice e lavoratori più sfruttate e con i diritti negati provenienti da al tri paesi che sono costretti a vivere e lavorare qui senza documenti”.
Nel volantino viene inizialmente descritta lo svolgimento dello sciopero e viene sottolineata la solidarietà delle lavoratrice e dei lavoratori di altri paesi, che si rifiutavano di venire impiegati come crumiri.
Confidare nella propria forza di classe, prendere la lotta delle proprie mani!
Questo é anche l’insegnamento di questo sciopero dopo che la dirigenza del sindacato (dell’edilizia) IG-BAU spacciava il suo risultato di trattativa più che magro come un “grande successo” interrompendo così lo sciopero.
Come la politica sciovinista della dirigenza della 1(J MAI siak-na hi loucuucii/u Ha l.iwnaliui: c I avo rato ri!
La richiesta di 4,5% di salario per tutti cementa la divisione delle lavoratrice e lavoratori nella industria delle costruzioni.
“per creare la richiesta con un reale validità di ‘salario uguale per lavoro uguale’, sarebbe dovuta essere richiesto per la Germania orientale un aumento percentuale salariale di 8 percento”.
Per quei tanti lavoratori e lavoratrice “illegali” che lavorano per salari di fame e tempi di lavoro inumani, la direzione della IG BAU non ha fatto alcuna richiesta.
“Essa percepisce gli ‘illegali’ come pura concorrenza, che bisogna conseguentemente letteralmente bloccare in maniera conseguente con tutti i mezzi”.
La direzione della IG BAU propaganda un sistema di spionaggio nei cantieri e la deportazione degli “illegali” nei loro paesi di origine.
” Ogni richiesta di limitazione del diritto di arrivo e della libera circolazione in Germania per le lavoratrice e lavoratori di altri paesi e profondamente reazionaria. La necessaria unione oltre le frontiere del ‘.proprio ‘ paese con le lavoratrice e lavoratori di tutti i paesi e impossibile, se non si lotta in maniera completa per diritti uguali di tutte le lavoratrice e lavoratori indipendentemente dalla loro origine.
Questo comprende anche il diritto alla libera circolazione. ” Per l’internazionalismo proletario! Contro la politica reazionaria della IG-BAU contro i colleg he e le colleghe di altri paesi!
Vi sono nelle file delle voci isolate della IG BAU che si rivolgono contro la politica sciovinista della dirigenza sindacale.
Una collega di Amburgo richiedeva:
“La solidarietà deve ritornare nei cantieri. Il nostro motto deve essere: Lavoratori di tutti i paesi unitevi. ” La unità delle colleghe e colleghi combattivi per una prospettiva rivoluzionaria!(…)

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